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Ex Mangimificio Martini e la Darsena di Ravenna

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Descrizione generale Ex Mangimificio Martini

 

Inizialmente l’area ospitava il molino Spagnoli Padovani, che, eretto nel 1912, ricalcava l’appendice distaccata verso Ovest della Fonderia Rosetti Menotti, risalente al 1907. E’ verosimile che l’ex Mosa abbia acquisito dei locali della Fonderia, che gli sono rimasti anche quando la Rosetti Menotti fu demolita nel 1939 con l’apertura di via Salona.

 

Il fabbricato, distrutto durante la seconda guerra mondiale, venne ricostruito per volontà della Società Padana di Macinazione. L’edificio, pur mantenendosi all’interno della volumetria definita dall’originale fabbricato, presenta fronti semplificati caratterizzati dall’interazione di finestre quadrate e da un omogeneo rivestimento ad intonaco che ricorda vagamente le caratteristiche tipologiche di un edificio in linea.

Riguardo alla struttura, costituita interamente da membrature in cemento armato, si segnalano le scale che si librano all’interno degli ampi saloni dei cinque piani fuori terra. Ad est si distende un corpo di fabbrica che borda via Salona: mostra paramenti murari in mattoni bruniti a vista, caratterizzati da un motivo decorativo a dentelli disposto a coronamento di piccole lesene, riscontrabile peraltro anche nel muro di cinta del complesso rivolto verso il Canale.

 

Nel 1980 l’intero complesso venne acquisito dalla MOSA e successivamente venduto prima degli anni ’90 alla società dei F.lli Martini, che continuerà l’attività fi no a metà del primo decennio del XXI secolo.

 

L'edificio è in buono stato di conservazione, con una superficie coperta di più di ottomila metri quadrati, in parte affacciata sullo specchio d'acqua del Candiano e in posizione strategica per i collegamenti urbani.

(Fonte: POC Tematico Darsena di Città, Quadro Conoscitivo)

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